Titolazione H1
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Questo è un ritorno a capo.
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Titolazione H2
La Titolazione H2 ha un margine di 30 px. Questo è un ritorno a capo. Blanditiis occaecati quasi. Praesentium atque tempora et consequatur quae enim. Velit aut suscipit tempora ducimus dolorem consectetur laudantium aut. Non eum sed dolorum sed. Consequatur temporibus non aut dignissimos voluptas sint.
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Titolazione H3
Titolazione H4 (uguale ad H3)
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Ogni ogni seconda domenica del mese, una piazza di periferia si trasforma in un piccolo mondo in festa. Artigiani locali espongono le loro creazioni, le famiglie si riuniscono sui tavoli di legno tra street food e giochi vintage, mentre giovani band e cori di zona animano il pomeriggio. Non serve attraversare la città: l’anima della comunità è proprio sotto casa, dove nascono connessioni autentiche tra residenti e nuovi arrivati. Questo mese tocca a [quartiere], con tante novità anche per i più piccoli e uno swap market a fine giornata.
Come gestisci il conflitto tra ciò che ritieni giusto a livello personale e ciò che ti viene richiesto professionalmente in contesti in cui le due cose non coincidono?
È una tensione che affronto con molta consapevolezza. Cerco sempre di capire se il conflitto è etico, valoriale o solo operativo. Se è una questione etica, metto in chiaro i miei limiti fin da subito. Se invece si tratta di scelte strategiche con cui non concordo pienamente, provo a influenzare il processo, ma so anche quando è il momento di fare un passo indietro o uscire da un progetto. La trasparenza è fondamentale.
In che modo la tua visione del fallimento è cambiata nel tempo e come questa trasformazione ha influenzato le tue scelte?
In gioventù vedevo il fallimento come un marchio, qualcosa da evitare a ogni costo. Oggi lo vedo come una lente: ogni errore, se analizzato a fondo, rivela un pattern, un punto cieco o una debolezza sistemica. Questo ha cambiato le mie scelte: ora corro più rischi calcolati, sperimento, e accetto che la crescita passi spesso da territori scomodi.
Luogo 1 Porta Venezia
Via Benedetto Marcello 31, 20124 Milano

Per la rassegna a cura di Alina Marazzi che mette in relazione musica e immagini in movimento, la performance VJ di Rossella Catanese che remixa frammenti d’archivio dalla collezione di Eye Filmmuseum di Amsterdam, integrati a sonorità di sintetizzatori modulari a curadi Piero Fragola. Per la rassegna a cura di Alina Marazzi che mette in relazione musica e immagini in movimento, la performance VJ di Rossella Catanese che remixa frammenti d’archivio dalla collezione di Eye Filmmuseum di Amsterdam, integrati a sonorità di sintetizzatori modulari a curadi Piero Fragola. Per la rassegna a cura di Alina Marazzi che mette in relazione musica e immagini in movimento, la performance VJ di Rossella Catanese che remixa frammenti d’archivio dalla collezione di Eye Filmmuseum di Amsterdam, integrati a sonorità di sintetizzatori modulari a curadi Piero Fragola.

Luogo 2 Porta Genova
Via Vigevano 33, 20144 Milano
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Credi che l’autenticità sia sempre un valore vincente nel mondo del lavoro, oppure esistono contesti in cui la trasparenza può diventare un limite?
Credo nell'autenticità come bussola, ma non come megafono. In alcuni contesti, la trasparenza totale può destabilizzare un team o compromettere una strategia. Serve intelligenza emotiva per capire quando e come essere autentici. Non è ipocrisia, è responsabilità comunicativa.
Se potessi riscrivere una narrativa dominante nel tuo settore, quale sarebbe e perché?
Riscriverei l’idea che leadership significhi avere tutte le risposte. Credo che i leader migliori siano quelli che sanno porre le domande giuste, ascoltare profondamente e costruire spazi dove l’intelligenza collettiva può emergere. La narrativa dell’eroe solitario è obsoleta e spesso dannosa.
«Ogni cosa è celata dal mistero in Panopticon, chissà che faccio poi, ma almeno per scoprirlo devi vederlo o esserci».